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Intorno al 1951 il dinamico e tutt’ora indimenticato Don
Franco inizia a lanciare appelli sempre più insistenti sulla necessità di creare
un oratorio come preciso punto di riferimento della comunità italiana di
Bressanone. Sul terreno che in via Prà delle Suore, che già dal 1247 aveva
ospitato un lazzaretto per lebbrosi e poi per gli appestati, iniziano nel 1952 i
lavori di edificazione. Al prezzo di grandi sacrifici e con l’aiuto di tutti (un
‘mattone’ per l’oratorio costa 500 lire) nasce la casa dei parrocchiani, perché,
scrive Don Franco i “vostri figli abbiano un’oasi di serenità, di santa
allegria, di soda formazione cristiana e cittadina”.
Il progettista dell’opera era Olivotto Massimo, l’impresa
edile era la ditta Lamber. Il direttore lavori l’ing. Armando Sebastiani. Per
l’occasione fu fondato un comitato per l’Oratorio formato dal cavaliere Luigi
Rella, grande e convinto benefattore, dal cav. Bruccoleri Giuseppe, Bruccoleri
Francesco, Refatti Marcello, Masè Giacomo, Asson Augusto, dr. Goss Paolo.

Il 25 aprile 1954, alle ore 15.45, il vescovo Gargitter
benedisse l’Oratorio alla presenza degli assistenti diocesani, del parroco,
della giunta diocesana, delle autorità civili e militari, nonché dei genitori e
degli operai addetti ai lavori, i giovani della GIAC., il coro guidato da Don
Soave Costantini, il Delegato Vescovile dell’Azione Cattolica.
A settembre del 1954, l’Oratorio ospita già iniziative
culturali di rilievo: conferenze per universitari, convegni internazionali di
medici, concerti, Si ricava inoltre una sala da studio con annessa biblioteca
per gli studenti dei paesi limitrofi che vengono a studiare in città. Molto
dinamica era la Gioventù Italiana Azione Cattolica GIAC, qui una tessera del
1954, rimasta attiva fino al 67/68
1955: viene acquistato il campo di calcio, 1956 - 1957:
Viene edificata l’ala studentato, con sale da gioco e due dormitori per
studenti. Primi ospiti sono gli studenti del Pensionato Cattolico “Studium” di
Padova e del Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari.

Ultima costruzione nel 1959: nasce un nuovo edificio, lungo
il campo di calcio, che ospita ampie sale da gioco e ambienti per convegni.

Negli anni la piccola cronaca della comunità italiana di
Bressanone si va sempre più identificando con quella del “Don Bosco”, divenuto
cuore della città e dell’intera diocesi, in cui si svolge un’intensa attività in
tutti i campi: formativo, religioso, culturale, ricreativo e sportivo. Nel 1957
prende piede il Movimento giovani lavoratori
Il Don Bosco diventa sempre più luogo di ritrovo della
gioventù. 4 calci al pallone che danno il via all’organizzazione di squadre che
prima partecipano a tornei cittadini per approdare poi a confronti di alto
livello a carattere provinciale dove l’Unione Sportiva Don Bosco non mancherà di
farsi onore.

Si registra già la prima edizione del Grest (Gruppo estivo)
le prime feste di Carnevale chiamate “Cuori in festa”, manifestazioni
antesignane delle più recenti Mascherissima e Gnoccolada
Siamo qui nel 1961: arriva Don Granruaz è attivissima
l’Azione Cattolica. Il Don segue dapprima la sezione giovanile con l’aiuto dei
collaboratori Santini Annibale e Rosin Pino.
Nel 1962 prende in mano l’Oratorio rivestendo la carica di
Direttore. Da questo momento numerose sono le manifestazioni ed eventi
organizzati. Ricordiamo i campeggi, le attività teatrali, corsi di formazione
(nota bene: al Don Bosco si registrano fino a questo momento solo presenze
maschili)
Preso nel 1971 l’incarico della Parrocchia di Tiles, don
Granruaz lascia definitivamente l’oratorio nel 1973.
Nel 1974 si scioglie il comitato dell’Oratorio e, come
previsto da statuto, la proprietà dell’Oratorio passa al decano don Habicher,
rappresentante legale della Parrocchia.

L’attività dell’Oratorio cala fino al 1977 quando compare
sulla scena un prete giovane ma veramente dinamico: don Hugo Senoner, vero
personaggio da Oratorio, che promuove i lavori di restauro. Con l’aiuto di molti
sostenitori (istituzioni e privati) e mettendo ai “lavori forzati” anche
parecchi ragazzi si dà mano alla tinteggiatura delle mura e alla ricostruzione
del tetto.

Finiscono i lavori, occorre festeggiare: incredibile a
dirsi, nasce una nuova storia legata alla Grande Festa del Don Bosco diventata
negli anni una vera e propria tradizione per la comunità brissinese. Seguono gli
anni gloriosi del Tombolone e del suo mitico mattatore, Minesso Luigi.

Nel 1981: viene fondato il Circolo Ricreativo e Culturale
Don Bosco; tramite una convenzione con la Parrocchia, al Circolo spetta il
compito di gestione della struttura.

Negli anni, varie sono le manifestazioni organizzate: la
Gnoccolada, ad es., che già nel 1981 si svolge in Piazza Duomo

La tradizione è poi ripresa più in là negli anni con
l’allestimento di vari carri allegorici.

Il campo dell’Oratorio non è servito solo per tirare 4
calci al pallone e organizzare feste ma anche per altre manifestazioni: festa
delle famiglie, la gimcana, il torneo di calcio su campo con acqua saponata,
Junior Party festa di fine periodo scolastico in autunno la castagnata, festa di
S. Valentino dedicata alle coppie di tutte le età.
Il Grest, ripreso di recente a cura di un gruppo di giovani
genitori, Natale insieme, festeggiato per anni con la partecipazione di numerose
associazioni giovanili, festa di S. Giovanni Bosco (31 gennaio) e tante altre
manifestazioni.
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